Ci siamo ritrovati ospiti in un 'centro ci igiene mentale occupato' in modo legale in un contesto teatrale. Ora spiego cosa siam riusciti a fare in questo contesto teatrale insieme a gente di esperienza e chi alla prima appartenenza...si appartenenza di gruppo speciale che ogni volta si viene a creare dall'amore veniale/maniacale (dipende dai punti di viata) tanto da spiazzare ciò che credevi "anormale" potendolo sfatare e svelare. In un teatro da strada che vale la pena che vale la fama, così all'improvviso con un dosato preavviso, senza permesso, che x noi è lo stesso.
Abbiamo invaso le piazze con le nostre facce lasciandone di certo un ricordo, delle tracce. Coinvolgendo le persone, anche le più giudizziose, spogliandoli di maschere d'uno ad uno e ad ognuno mostrandogli che anche loro sono qualcuno, senza maschera d'apparenza ma come noi in una realtà di appartenenza.
Tra questi occhi sbalorditi e perchè no! pure impauriti,sono quelli dei bambini i più attenti incuriositi del nostro delirio senza feriti...Potrei anche continuare col discorso che vi stò x fare...ma nn c'è un finale...in quello che neanche volendo riesco a spiegare..eccezionale!!! S.
Teatro Migliorativo/Teatro Verde
Gary, volevo rigraziarti  veramente per tutto quello che fai e che porti avanti. Nelle nostre vite il tuo lavoro entra in maniera dirompente, la tua esperienza e la tua professionalità tirano fuori sentimenti inediti, prospettive genuine e realizzano quello che julian definiva come teatro migliorativo. Non di meno la tua persona è una meravigliosa fortuna, una magia semplice per chiunque abbia l'opportunità di entrarne in contatto.
Sento sempre più forte una volontà, sempre più necessaria un'azione, sempre più vivo un sentimento che spero non si perda e non si appiattisca nel distacco da questi contesti.
Sento il bisogno dopo diversi mesi di ringraziarti sinceramente, forse non l'ho ancora fatto, forse nelle parole si esplicita quello che in tante occasioni ho taciuto negli sguardi. Spero che tu non legga queste poche righe come il tipico ringraziamento da convenevoli.
Le parole sono un mezzo insufficiente per me in questo momento perchè sono veramente infiniti i livelli di comunicazione che dovrei aprire per dire tutto quello che sento così urgente. Spero tu capisca. G.
ritornare a laboratorio
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Sono tornata a Torino (tra l'altro rinnovo l'invito: chiunque adesso col Traffic o in futuro intenda venire a Torino, casa mia è aperta ed io non vedo l'ora di ospitarvi), ho ricominciato a fare le mie cose, vedere i miei amici, coinquilini, uomo, genitori. Ho pensato e sto rimuginando ancora molto sulla settimana verde. E credo che avrò ancora da rimuginare per un bel po'... Ha smosso qualcosa dentro...
Vorrei condividere col gruppo i miei pensieri e spero con questo che la mailing list diventi il primo nostro strumento di dibattito e di confronto e di romanticherie anche (scusa Lila, dovrai portar pazienza, vedrai che poi la pianta cresce bene però!). In questo modo il teatro migliorativo migliorerà col contributo di tutti.
 
Mi sono portata a casa delle cose... La prima è che sì, vale ancora la pena fare teatro in questo mondo, in questa vita. Serve ancora a qualcosa. Non è poco, me lo chiedevo quando sono arrivata ad Urbania, voi tutti mi avete dato la risposta creando quella cosa meravigliosa che ho visto, cuori aperti, darsi fino in fondo, crederci, credere, sentisi gli uni con gli altri e sentire la terra.
 
La seconda cosa che mi sono portata a casa è stata la meditazione. Me l'hai fatta scoprire tu Gary, ed io ho sentito che in quei pochissimi attimi in cui davvero la mente si levava dal kazzo, in qualche modo stavo pregando... E mi ha commossa. E mi ha fatta sentire bene. Quindi sto continuando a meditare e credo che questo sia -per me- uno strumento fondamentale di presa di coscienza e -per noi- sia stato uno strumento fondamentale del lavoro creativo, penso che ci abbia davvero aiutati a riflettere e ad esprimerci.
 
Ciodetto, mi restano delle perplessità su altri strumenti utilizzati durante il laboratorio e vorrei capire cosa ne pensiamo tutti e se qualcuno magari ha delle risposte alle mie domande.
Mi spiego: parto dal presupposto (contestabile?) che yoga, thai-chi, chi-kung non sono solo attività fisiche, perché sennò tantovale fare danza classica o acrobatica, no? Mi sembra che queste discipline abbiano un importante legame con un cammino spirituale (nello specifico, orientale o indiano; N.B. non so se il termine "cammino spirituale" sia proprio adatto, capitemi ugualmente), e non so, non sono tanto convinta che siano attività fattibili prescindibilmente da esso.
Quindi le mie domande sono: vogliamo noi intraprendere in qualche misura un cammino spirituale (cosa che per esempio hanno fatto Gary ed Antonia nella loro vita?)? Secondo me sì, kazzo se sì. Ma se fosse sì per tutti, quale approccio? "Quale" non nel senso di "quale setta vogliamo diventare" ma nel senso di "quale disciplina vogliamo rubacchiare perché riteniamo che sia utile al nostro lavoro ed alla nostra crescita individuale"... Che significati contorti che do ad una singola parola... Va be'.
Tornando a noi: se decidiamo per esempio per il chi-kung, puta caso, perchè è un lavoro di disciplinamento del corpo, che lavora sulle energie che ci attraversano, che le esplicta, e blablabla... Bene! Però mi sembra che dovremo allora avere ben coscienza di tutto quel che stiamo andando ad imparare, perché sennò va un po' sprecato, non sfruttiamo quella disciplina al massimo delle sue potenzialità. Io forse sono una persona troppo metodica, però ho la necessità di sapere anche solo perché devo stare con le gambe incrociate e non distesa a pancia in giù, prima di mettermici. Allo stesso modo sento la necessità di sapere quali energie e canali sto cercando di sviluppare mentre assumo la posizione del coyotedellapraterianordafricana, e perchè la posizione è proprio quella lì conunagambasullatestalosguardoinsulebracciasuifianchil'equilibriosull'allucesinistro. Altrimenti, mi pare un po' solo di fare attività fisica e di non lavorare davvero sodo, cercando di andare oltre il corpo. E poi: dove voglio andare facendo quella tale attività?
 
Sono domande magari sciocche, però io parto da quasi zero in questo campo, e se parto, se partiamo, vorrei partire bene, con consapevolezza. Il fatto che Gary ci abbia dato un assaggio di alcune discipline, dimostrandoci quanto possono esserci utili, secondo me apre proprio questo tipo di domande. A me ha fatto capire che non sono strade da lasciare indietro, che dovrebbero (e qui ditemi se siamo concordi) far parte del nostro lavoro quotidiano MIGLIORATIVO.
 
Insomma: se questo gruppo andrà avanti, come credo, propongo un lavoro sistematico, in modo da sfruttare queste occasioni di crescita ai fini della nostra creatività collettiva.
 
S.