
Progetto Palestina aprile 2009
LIVING THEATRE EUROPA

PALESTINA
Progetto teatro aprile 2009
Piovono bombe su Gaza, caccia israeliani hanno dato avvio all’ offensiva anti Hamas pochi giorni dopo la fine della tregua con il pretesto di qualche decina di razzi Qassam.
Centinaia di civili in queste ore stanno perdendo la vita nell’ indifferenza della UE e con l’ appoggio USA.Anche il prode Obama si dichiara favorevole e solidale con Israele.
Siamo vicini alle elezioni Israeliane, ha inizio la campagna elettorale di Livni e Barack, questa, un’ operazione militare già prevista, Hamas da una parte e Fatah dall’ altra, cercano di risolvere la spaccatura interna tra coloro i quali si sono sempre dichiarati filo palestinesi.Mentre centinaia di Palestinesi si stanno ammassando ai confini del Sinai, vittime innocenti di una strage che non è contro leader politici , ma atta a distruggere un popolo, le bombe continuano a colpire obbiettivi civili, moschee, ospedali, scuole, università, urla di madri disperate che vedono propri figli dilaniati dai bombardamenti e, figli, spettatori di un terribile scenario che rimarrà indelebile nei loro ricordi, una non - guerra dove non ci sono due eserciti a fronteggiarsi, ma un assedio unilaterale, atto da forze armate tra le più potenti del mondo.
Manifestazioni di protesta in tutto il mondo dimostrano il dissenzo, bisogna fermare il massacro,come tornare alla pace?Come fermare questi razzi che rispondono ad un embargo che dura da un anno e mezzo e che costringe un milione e mezzo di persone, che vivono nella striscia di Gaza, a vivere un ‘ aggressione continua, ingiustificabile. Una prigione a cielo aperto, senza né acqua né alimenti, senza libertà.
La violenza genera distruzione: cadaveri e macerie producono desiderio di vendetta, altra violenza.
Come spezzare questo ciclo di vendetta? Come? Abbiamo bisogno di domandarci, cosa rappresentiamo l’uno per l’altro, qui in questo spazio: Noi, Living Theatre Europa ci domandiamo qual è il significato dell’esserci oggi, dobbiamo chiederci quale spazio ha l’ arte in questo contesto, il teatro come forma di liberazione dall’ oppressione, dalle bombe, può il teatro cambiare lo stato delle cose?
E se non sono le bombe come può farlo il teatro? E’ importante andare a teatro?
E se pensiamo “sì, è importante andare a teatro”, allora nasce una nuova domanda: quello che stiamo facendo qui, voi come spettatori e noi che vi siamo davanti, ha tanto significato quanto le azioni di chi protesta nelle strade? E’ questo teatro, tanto essenziale quanto la lotta di chi cerca di sopravvivere in Iraq, Palestina, Libano o dovunque stiano piovendo bombe?
E se invece ci rispondiamo “no, teatro e arte non possono essere tanto pericolosi, eccitanti, pieni di significato e intensamente crudeli quanto la guerra, quanto la lotta per la sopravvivenza, quanto il divino scontento delle persone che gridano nelle strade”, allora forse è proprio questa mancanza di significato il vero problema del teatro di oggi: questo ‘SI’ mancato. Il teatro deve essere questo, deve essere essenziale come la vita e la morte, deve in ogni istante condurci alle domande: qual è il significato dell’andare a teatro? Chi siamo l’uno per l’altro? Quali nuove ed essenziali scoperte possiamo fare qui, stasera?
Per questo, il Living Theatre Europa, ad aprile, ha deciso di portare, attraverso il teatro, la sua solidarieta' al popolo palestinese, organizzando seminari e spettacoli all' interno di campi profughi, per amplificare quel grido che ogni giorno le bombe non ci lasciano sentire.
Vicini al popolo Palestinese cerchiamo con loro una liberazione, una speranza fuori dalle bombe,attraverso l’ arte, per la sopravvivenza, per e con chi, nonostante la repressione, riesce a trovare differenti forme, vicini alle donne costrette a parti prematuri, vicini al loro grido di speranza di liberazione chiediamo l’ immediata cessione del massacro. Qui ed Ora.

