
Il progetto didattico offre una particolare attenzione alla specificità del percorso formativo che ciascuna scuola propone.
Le problematiche che l’ambiente sociale e scolastico oggi presenta (conflitti relazionali, culturali, xenofobi, sessuali…) investono sia l’individuo che la collettività e possono essere proficuamente trattatei attraverso l’utilizzo dello strumento teatrale, visto come una risposta alternativa alla violenza e alla continua produzione di situazioni di oppressione fra i giovani individui.
La storia del Living Theatre, è una tradizione ancora vivente di pensiero anarchico-pacifista e di pratica collettiva di vita tramite la creazione artistica.
L’obiettivo del laboratorio, tramite l’utilizzo di alcune delle tecniche specifiche della celebre compagnia, e di alcune mutuate dal Teatro dell’Oppresso, è quello di coinvolgere i bambini in un percorso di ricerca, rispetto alle proprie personali situazioni di oppressione, sia corporee sia mentali e alla ricerca delle possibili vie di uscita. Sebbene troppo spesso si pensi al bambino come a un essere essenzialmente felice, e privo di critica rispetto alla realtà globale circostante, è opportuno invertire la rotta di tale falsa credenza e, considerarlo, come un interprete privilegiato di questa società. L’azione creativa, che deve necessariamente seguire alla coscientizzazione, propone un metodo di approccio che non permette di ripiegarsi nel proprio personale, ma di aprirsi positivamente alla conoscenza dell’altro e, a concepire, la collettività come una possibile alternativa all’isolamento, situazione così tipica della nostra epoca.
Utilizzando la danza, la musica, il video e la pittura il ragazzo sperimenterà tre diverse dimensioni di coscienza; individuale, di coppia e di gruppo, con una particolare attenzione alla necessità del rispetto delle minoranze e delle differenze (uno dei primi e fondamentali principi su cui il Living Theatre, fin dall’inizio, si è basato).
Ogni singolo individuo può così esprimere il proprio pensiero e le proprie emozioni all’interno di un processo creativo che lavora sullo scioglimento delle dinamiche di conflitto individuali e collettive.
Il linguaggio che si vuole utilizzare è il linguaggio teatrale, che facilita la creazione di una coscienza di gruppo in cui sia possibile costruire relazioni libere da ogni forma di oppressione.
